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Samadarshini
Lettera di
Samadarshini
una illuminata
che ci scrive dall'India...-
vedi qui--->
redazionale maunacenter
"Il quotidiano "
Cari amici,
in questo redazionale, abbiamo sentito di comunicarvi delle nostre esperienze appoggiandoci a un nostro grande Maestro del cuore...
Ci siamo chiesti, cosa rimanesse dentro ciascuno di noi nel concreto quotidiano, in mezzo a tutte le esperienze vissute gli anni scorsi e recentemente nel maunacenter : molto...tanto...bello...
Ma viviamo anche,come tutti voi, tra figli da portare a scuola,tra bollette da pagare,tra colleghi di lavoro da ascoltare,tra notizie giornalistiche allarmanti e mode insensate,tra esigenze familiari e esigenze personali,tra guerre e paci,,tra il vero e il falso,tra il tempo che ci attraversa e il nostro guardarci ancora bambini...
Ci siamo chiesti, allora, quale importanza possano avere i "mudra" le "asana" gli "Yoga"le "meditazioni" nella grande esperienza del "quotidiano" ma ancora di più ci siamo domandati a cosa possono servire i "nostri studi",le nostre "ideologie",le nostre "visioni" del mondo,le nostre "spiritualità",le nostre "giustificazioni e colpe morali " davanti al grande mare infinito della quotidianità....
Il" quotidiano", ci rende nudi...
Sì, tutti nostri tentativi,le asana,le meditazioni,gli yoga,gli studi,le lotte ecologiche e sociali, ci aiutano a comprendere sempre di più, servono a renderci liberi...e vale la pena sempre di essere liberi...
Essi creano un terreno fertile dove può crescere il nostro benessere,un liquido in ebollizione che si prepara ad evaporare in infinito e leggerezza...
Ci servono a sperare in una vita migliore,così come semplicemente noi sentiamo di essere e non come siamo dovuti diventare...
I notri sforzi rappresentano un sussurro che ci spinge ad uscire dalle mura delle nostre prigioni personali per goderci il flusso del mare,la danza sonora del vento,il semplice calore di minuti colorati come il prato di margherite al sole... stanno lì e vibrano di una semplice gioiosa vita... così dentro ciascuno di noi vibra una esistenza nascosta ma presente, che ci spinge e ci avvolge semplicemente per esserci...per esserci...
Ma il "quotidiano" ci rende nudi...
E nasce l'oblio...la semplice dimenticanza di essere vivi per accettare,supinamente,di lasciarci vivere...
Di fronte alla nuda sofferenza del viverci addosso, arriva, da mille posti e mille tempi un aiuto invisibile alla nostra mente ma non al nostro cuore...
Sono state donne e uomini che hanno vissuto come noi e per vie misteriose giungono alle nostre porte per porgere una mano,un aiuto affinchè noi possiamo renderci liberi...con le nostre mani...con la consapevolezza...con la semplicità.
Queste donne e uomini vengono da tutte le forme religiose,culturali,spirituali , scientifiche e rappresentano la "grazia", la "compassione" l"empatia" dell'essere vivi...l'energia della vita stessa...
Uno di questi,è Osho.
Egli si rivela a noi come la "Compassione" in persona,l'amore per ciascuno di noi...
Egli ci rivela come il "quotidiano" che ci rende nudi, è la porta alla vita vissuta e alla libertà...
L'amore che da Osho abbiamo ricevuto, rivolgiamo a tutti voi...
Maunacenter
SEGUE----------------->
la via...il sentiero.... OSHO
LA VIA SEI TU di Osho
C’era una volta un monaco Zen
che aveva appena ultimato
i suoi dieci anni.
Un giorno di pioggià andò a
visitare il suo Maestro, Nan-in.
Dopo avergli dato il benvenuto,
Nan-in disse al monaco:
Avrai certo lasciato le scarpe
in anticamera
insieme all’ombrello.
Dove le hai messe?
Alla sinistra o alla destra
dell’ombrello?
Per un momento il monaco esitò
e in quella esitazione realizzò
che non era in ogni attimo Zen.
La prima cosa da capire:
la consapevolezza deve essere
un fenomeno continuo.
Ma può esserlo
solo quando diventa priva di sforzo.
Sforzandoti, perderesti spesso contatto,
perché se ti sforzi,
ti dovrai riposare.
Lo sforzo non può essere continuo,
è impossibile.
Come puoi sforzarti continuamente?
Ti stancherai e poi ti dovrai rilassare.
Ad ogni sforzo segue un rilassamento.
Per cui se la consapevolezza è
raggiunta con lo sforzo,
non potrà essere un flusso costante,
continuo.
Ci saranno momenti in cui la
perderai
e saranno i momenti di rilassamento
dallo sforzo.
La vita è pulsazione,
si muove sempre tra gli opposti.
Sforzati — e ti dovrai riposare.
Fa un altro sforzo
e poi di nuovo riposo.
Ma c’è una consapevolezza che
va aldilà della vita:
il trascendentale.
In questo caso non c’è più
pulsazione:
è del tutto priva di sforzo,
è spontanea.
Cos’è successo a questo monaco
discepolo di Nan-in?
Il Maestro gli ha chiesto:
Dove hai lasciato le scarpe,
alla sinistra o alla destra
dell’ombrello?
E lui esita
e realizza che nel momento in cui si
era tolto le scarpe
non era stato consapevole,
altrimenti avrebbe saputo dove
le aveva lasciate.
La sua consapevolezza non è ancora
continua è ancora
frutto di uno sforzo.
Se ne deve rammentare,
deve fare uno sforzo cosciente.
Nella sua consapevolezza
c’è ancora tensione.
Non è ancora diventato
davvero consapevole,
a volte si riesce a volte no.
Nan-in chiede soltanto:
La consapevolezza ti è davvero
diventata naturale?
Non hai più bisogno di fare nulla?
C’è sempre, qualsiasi cosa tu faccia?
O devi ancora sforzarti per
raggiungerla?
Se c’è sforzo diventa una cosa forzata,
e una cosa forzata sarà certamente
innaturale.
Ed una consapevolezza innaturale
non è vera,
consapevolezza esiste solo alla
periferia,non dentro di te.
Perché se esiste dentro di te
non c’è nessun bisogno di sforzarsi.
Lo sforzo è sempre alla periferia,
non si può toccare il centro con
lo sforzo.
Alla periferia potete fare qualcosa,
potete cambiare comportamento
potete cambiare il cosiddetto
carattere.
Alla periferia, tramite lo sforzo
da malvagio puoi diventare un
brav’uomo,
da peccatore diventare virtuoso.
Puoi perfino diventare un santo,
questo in superficie, se ti sforzi.
Ma con lo sforzo non si può toccare
il centro,
penetrarlo,
perché non c’è azione che ti possa
portare a te stesso:
sei già 1ì!
Non c’è bisogno di far nulla.
Devi solo essere silenzioso, spontaneo
ed il centro si manifesta,
esce dalle nuvole, sorge.
C’è un’interruzione, c’è un lampo
vuoto,
un intervallo, ed improvvisamente
realizzi la spontaneità della
consapevolezza.
Tu sei questa consapevolezza.
Dhyana Mauna
Meditazione
"Dhyana Mauna"
La meditazione è un “centramento”
interiore e esteriore,dove il quotidiano,i pensieri,
la memoria della propria storia e personalità vengono a
espandersi ,mutarsi “come fiocchi di neve sul mare” sino al
nucleo essenziale interno.
La meditazione non è quindi riflettere su qualcosa o concentrarsi su
oggetti ma "liberarsi" da ogni simbolo e dalla folla dei pensieri per un ascolto
interiore,dove il silenzio,”mauna”,è uno stato di libertà che nessuno e niente può toglierti,
dove le sensazioni,le percezioni,le conoscenze si amplificano in una armonia dilatata,e in uno stato
di benessere ampio.
Basata sulle antiche tecniche orientali delle “112 dhyana”la meditazione mauna è la base originale e primaria di ogni meditazione.Sviluppa le capacità mnemoniche,il rilassamento,la chiarezza percettiva
e ambientale,dona serenità e armonia.La tecnica deve essere acquisita e poi sviluppata nel proprio
menage quotidiano senza limiti e barriere di spazi,di fede,di costumi sociali.
La sua pratica nel tempo produce anche esperienza di energie e cambiamenti interni e
esterni,trasformandosi in “shakti” cioè energia di vita.
Meditazioni
Il termine "meditazione" è stato usato da sempre nell'occidente,per significare moltissime esperienze interiori.Esso evoca momenti di riflessione,di concentrazione su determinati argomenti,di preghiera,di relax interna,di ripensamento discernitivo.
Useremo " meditazione" solo per rievocare tutto questo ben consapevoli che la traduzione del termine sanscrito e del suo significato è ben'altra cosa.
Infatti "Dhyana" in sanscrito vuol dire: la via,il sentiero della consapevolezza.
I corsi di meditazione che si svolgeranno presso il Maunacenter si appliccano al Dhyana ,allo Zen, allo Yogadarsana.
Dhyana è una espansione interiore e esteriore e non ha contenuti,nè oggetti ,anzi si libera di ogni significato mentale e simbolico.
Pertanto le seguenti meditazioni sono applicazioni o esperienze di serenità interiore,di relax interno-esterno,di presa di coscienza di mondi armoniosi e spirituali che aiutano noi tutti a vivere meglio.
Nello stesso tempo lasceremo in altre dimensioni la meditazione "Dhyana"o "Mauna" che si avvale di tecniche,modalità,tempi,significati e finalità del tutto diverse anche se affini.
Maunacenter
mao chao ming- illuminazione silenziosa
ILLUMINAZIONE SILENZIOSA
In silenzio e serenamente, tutte le parole sono dimenticate;
Chiara e vivida, ti compare dinanzi.
Quando la realizzi, il tempo non ha limiti.
Quando la sperimenti, ciò che ti circonda prende vita.
Particolarmente illuminante è questa vivida consapevolezza,
Piena di meraviglia è la pura illuminazione.
Il sorgere della luna, un fiume di stelle.
Pini ammantati di neve, nubi sospese sui picchi montani.
Nell’oscurità, rilucono di splendore..
Nell’ombra, brillano d’una luce meravigliosa.
Come il sogno di una gru che vola nello spazio vuoto,
Come l’acqua limpida e tranquilla d’un laghetto autunnale,
Eoni senza fine si dissolvono nel nulla,
Ognuno non distinto dall’altro.
In questa illuminazione ogni sforzo è dimenticato.
Dov’è questa meraviglia?
Luminosità e chiarezza disperdono la confusione
Sul sentiero dell’illuminazione silenziosa,
L’origine dell’infinitesimale.
Per penetrare l’estremamente piccolo,
C’è la spoletta dorata su un telaio di giada.
Soggetto e oggetto si influenzano l’un l’altro.
Luce e buio sono interdipendenti.
Non vi sono né mente né mondo su cui confidare,
Tuttavia i due interagiscono.
Bevi il farmaco della visione corretta.
Batti il tamburo cosparso di veleno.
Quando silenzio e illuminazione sono completi
Uccidere e dare la vita sono mie scelte.
Alla fine si emerge dalla porta.
Il frutto è maturato sul ramo.
Solamente questo Silenzio è l’insegnamento fondamentale.
Solamente questa Illuminazione è la risposta universale.
La risposta è priva di sforzo.
L’insegnamento non lo si ode con le orecchie.
Da un capo all’altro dell’universo, tutte le cose
Sono luminose ed espongono il Dharma.
Si rendono testimonianza l’un l’altra,
Rispondendo alle reciproche domande:
Mutualmente rispondendosi e testimoniando,
Comunicano in perfetta armonia.
Quando l’illuminazione è priva di serenità
Allora sorgono distinzioni:
Mutualmente testimoniando e rispondendosi,
Danno luogo a disarmonia.
Se nella serenità l’illuminazione
Ogni cosa sarà vana e secondaria.
Quando l’illuminazione silenziosa completa,
Fiorirà il loto, il sognatore si desterà.
I cento fiumi scorrono verso l’oceano,
I mille monti fronteggiano il picco più elevato.
Come l’oca che preferisce il latte all’acqua,
Come l’ape operosa che raccoglie il polline,
Quando l’illuminazione silenziosa realizza il principio,
Io tramando la tradizione originale della mia scuola.
Questa pratica è chiamata illuminazione silenziosa.
Penetra ogni cosa, dalla più profonda alla più elevata.
Illuminazione silenziosa
(Mo chao ming)
del maestro Hung Chih Cheng Chueh
(1091-1157)
Hatha Yoga Kriya
Descrizione dello Yoga:
Lo Yoga è una disciplina psico-fisica tendente a creare uno sviluppo armonico della persona in modo integrale e specifico,curando il benessere e la salute dell’individuo praticante,inserendolo in un contesto ecologico,dove le energie non sono solo individuali ma collettive e dove gli esercizi corporei non necessitano di sforzo
ma di concentrazione ed apertura al contesto
Lo Hatha Yoga già sviluppato da oltre tre mila anni, è la base storica ed originale dell'affermazione di questa disciplina che viene praticata da più di due secoli anche in occidente,e si rivolge a tutti i praticanti di tutte le età senza alcuna distinzione di sesso, razza, cultura,nè tantomeno esclusiva di poche caratteristiche fisiche congenite.
Il Kriya voga è l'applicazione nella vita quotidiana dei principi dello yoga,favorendo così la continuità delle posture imparate,delle conoscenze specifiche sul proprio corpo,in una dinamica armonica sociale ed individuale.
Finalità dello Yoga:
Le tecniche dinamiche dello yoga e delle specialità applicate ad esso collegate, promuovono una conoscenza personale specifica ed ampliata del proprio corpo e del proprio campo intellettivo-psicoemozionale. La pratica yoga stimola e favorisce: l’apparato circolatorio,l’apparato respiratorio,l’apparato scheletrico e locomotore,il sistema endocrino e linfatico.
Inoltre il complesso degli esercizi yoga producono uno stato di benessere psico-emozionale ed intellettivo conseguendo traguardi di positività personale, ottimismo e facilita l'integrazione sociale.
Tipologia delle tecniche usate:
-ASANA:posture ed esercizi yoga
-PRANAYAMA: tecniche di respirazione
-Massaggio e Riscaldamento:conoscenza applicata corporea
-MARMA AYURVEDICI:digito pressione su punti localizzati
-SAVASANA:tecniche di rilassamento corporea
-DHARANA:tecniche di concentrazione mentale e corporea
Risultati:
Il praticante yoga acquisisce la conoscenza personale del proprio corpo,la coscienza di una identità dilatata e positiva,l’aumento delle proprie facoltà intellettive,mnemoniche, applicative,sia sul campo dello studio,lavoro,sia nelle relazioni sociali.
Infine il praticante ritrova un benessere psico-fisico generale o risolve le difficoltà personali che rappresentavano un ostacolo o un limite al proprio stato di salute.
Ayurveda...
Dhanvantari divinità protettrice della medicina
ayurvedica risalente ad oltre 5000 anni
La teoria ayurvedica sostiene che la salute, è il risultato di uno stato di armonia con il proprio sè.
Per essere in buona salute deve esistere armonia tra lo scopo dell’esistenza, i pensieri, i sentimenti le azioni fisiche. Se si ha uno scopo pacifico ma i propri pensieri sono pieni di paura e le emozioni sono negative, nel corpo fisico si manifesteranno delle malattie con la funzione di “campanello d’allarme’’ per stimolare un cambiamento.
In Ayurveda la manifestazione della malattia è considerata un buon segno perché porta alla luce un aspetto della persona che prima era nascosto...Un aspetto che va curato.
La salute è caratterizzata dall’armonia con tutti gli aspetti del sé. Questa armonia interiore si manifesta anche come armonia con la famiglia, gli amici, i colleghi di lavoro, la società e la natura.
Spesso le prime domande che un medico ayurvedico fa sono: “Quale è lo scopo della tua vita? E in quale forma si manifesta (lavoro, mestiere, attività, ecc,)? Come sono le tue relazioni?” Quando esiste armonia in queste aree, la guarigione fisica è molto più facile.
Lo scopo dell’Ayurveda è di raggiungere uno stato di libertà dalla morte e dalla malattia, il godimento ininterrotto della felicità e della realizzazione nel fisico, nella mente e nello spirito. La cosa potrebbe sorprendere, ma secondo la filosofia ayurvedica la gioia è uno degli scopi della vita. La capacità di gioire però, si può perdere se si indulge troppo nei piaceri della vita e la malattia è uno dei modi in cui la natura ci fa sapere che abbiamo esagerato; o ci si pone dei limiti o la natura stessa ci limiterà.
In Occidente sono molto diffuse le malattie degenerative a causa dell’opulenza e della tendenza ai vizi.
I quattro scopi della vita secondo l’Ayurveda
1. Il compirnento dei propri doveri nei confronti della società.
2. L’accumulo di ricchezze conseguente al compimento dei propri doveri.
3. Soddisfare i propri desideri legittimi con le proprie ricchezze.
4. Comprendere che nella vita non esistono solamente i doveri, le ricchezze e i desideri.
La filosofia ayurvedica afferma che solamente una persona dotata di
un sistema immunitario forte può essere in buona salute. I medici ayurvedici considerano il sistema immunitario come una parte della
natura (la madre Divina).
Questo dono di natura ci crea, ci sostiene, ci nutre e ci protegge dalla invasioni esterne.
Fino a che il nostro sistema immunitario è forte non compaiono malattie, l’antica parola vedica che definisce l’immunità significa letteralmente: “remissione delle malattie” e nasce dal concetto che i pensieri negativi e lo stile di vita negativo
creano malattia.
La malattia è quindi un messaggio che suggerisce la necessità di un pienamente integrato cambiamento.., ma solo se siamo in grado di comprendere questo punto in questo senso la forza viene dal trasformare il proprio atteggiamento nei confronti della malattia, la guarigione viene dal fatto di vedere le avversità come una sfida e dal fatto di rivedere i propri pensieri { negativi riguardo le persone e gli eventi) la malattia si può trasformare in una “perfetta opportunità”. La salute spirituale è quindi un equilibrio dinamico fra una personalità fortemente integrata e la natura (natura nel senso di ciò che comprende tutti gli aspetti dell’esistenza). Questo è possibile solo quando le persone si ricordano del debito contratto nei confronti della natura.
Riassumendo: l’Ayurveda crede che la salute è il risultato della relazione (connessione) tra il sé, la personalità e tutto ciò che accade nel nostro essere mentale, emotivo, psichico e spirituale. Crede che la salute dipenda anche dalle buone relazioni con gli altri, dal riconoscimento del debito contratto con madre natura, dalla realizzazione del proprio scopo e dal fatto di avere nella vita
delle mete legittime. La filosofia ayurvedica sostiene l’importanza di un sistema immunitario forte , che il perdono è rinforzante e che l’immortalità è possibile.
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